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Appello
OSSERVATORIO “ANNAMARIA MASSARI –
ANTONIO L. VERRI – MARIANNA CASTO – GIORGIO DI LECCE – LUIGI MURA”
Associazione culturale ideale fondata nel 1994
Nasce il Comitato
“Salviamo il Parco archeologico dell’antica città messapica di Rudiae!”
Scrisse Antonio De Ferrariis Galateo nelle sue Epistole Salentine (De situ
Iapygiae) del 1511:
“La vecchiaia quasi annientò Leuca, Ugento,
Gallipoli,
Nardo',
Vaste, Galatone
donde traggo la mia origine, Soleto
che i vecchi Greci chiamano Salento, Rudiae, Manduria, Ceglie, Oria, Baleso. La
storia, la quale fa discendere l’imperatore M. Antonino per lato materno da
Malennio figlio di Dasumno re dei Salentini, rende celebre la nostra Lecce.
Altri ricordano soltanto il nome di Lecce e Rudiae. Pomponio Mela scrive che
Quinto Ennio era della nobile città di Rudiae. (…) In quanto a me posso
solamente dirti, per quanto ho potuto ritrarre dalle congetture, e dalle
iscrizioni lapidarie, che questa città era Rudiae limitrofa a Lecce, e che in
lei nato era il poeta Quinto Ennio. Le sue magnificenze furono oppresse dal
tempo, e dall’inesorabile agricoltore, che co’ colpi della marra tutt’i
preziosi avanzi di antichità distrugge ed annienta. In qualche sito delle mura
si scorgono innumerevoli tombe piene di ossa, e di vascelletti di terra. Il nome
e la fama di Rudiae cadde, come caddero le sue mura, e i suoi edifizi. Su di lei
ora vi passa l’aratro, in parte è ingombra di ulivi, e le decime delle
ricolte si pagano al genero mio in ogni anno. Solo di lei si parla perché nel
suo seno ebbe la culla il poeta Quinto Ennio, il cui nome vivrà per quanto
vivranno le lettere latine. Egli fu tanto caro agli Scipioni, che meritò esser
collocata la sua statua fra le statue di quelli nella tomba loro”.
Oggi le vestigia dell’antica città messapica di Rudiae, la cui esistenza è
nota da secoli agli studiosi, come si è visto dal brano del Galateo, scritto e
pubblicato cinquecento anni fa, rischia la distruzione e l’annientamento non
più soltanto per colpa dell’aratro dell’agricoltore, ma per mano di chi
intende usare gli escavatori e le pale meccaniche dei mezzi di movimento terra,
dopo che le autorizzazioni comunali rilasciate a suo tempo per la concessione
delle licenze edilizie hanno permesso che un’area che da millenni costituisce
il sito dell’antica Rudiae possa essere resa zona edificatoria.
Si devono citare le parole di un grandissimo studioso, Cosimo De Giorgi, tratte
dal primo dei due preziosissimi volumi de “La Provincia di Lecce – Bozzetti
di viaggio”, pubblicati nel 1882:
“Dopo un pajo di chilometri rasenteremo il giardino della villa Mellone, una
delle più belle di questi dintorni. Messa a cavaliere di un piccolo rialzo di
terra, ci presenta dall’alto dei suoi terrazzi due bei panorami, uno della
nostra città al Nord, e l’altro al Sud della Cupa. Un tempo appartenne ai PP.
Gesuiti, oggi è del convitto Palmieri. Quante care memorie delle gioje
infantili, verso la metà di questo secolo, mentre ero in gabbia presso quelle
buone lane, e quanti castelli in aria per l’avvenire! L’amico Pietrino
potrebbe soltanto riprodurli nei suoi splendidi bozzetti.
Da questa villa comincia la necropoli sotterranea dell’antica Rusce, e dopo un
300 metri vedremo sulla nostra dritta un frammento delle mura di quell’antica
città messapica, sì fiorente all’epoca greca e romana, ed oggi adeguata al
suolo. Marzo MDCCCLXXIX”.
Il Comune di Lecce, già ritenendo il vecchio Piano Regolatore Generale in
vigore strumento ormai inadeguato a dare risposte alle accresciute esigenze
della Città e dei cittadini, per la sua crescita urbana, civile, culturale,
sociale ed economica, ha dato avvio alla creazione del prossimo P. U. G., che
sarà cruciale per dirigere il progresso e lo sviluppo della Comunità in ogni
campo, non soltanto in quello edilizio, allora il comune cittadino non comprende
né può accettare supinamente il fatto che oggi l’Amministrazione Comunale,
in una materia tanto delicata come quella del rispetto, della tutela, della
salvaguardia e della valorizzazione di un’importantissima area archeologica
com’è quella di Rudiae, di valore non soltanto e limitatamente comunale, ma
certamente di valenza provinciale – il “Grande Salento! – e, quindi almeno
interprovinciale, ma anche più estesamente e diffusamente regionale, nazionale
ed internazionale, voglia riferirsi soltanto all’applicazione dei vecchi e
superati criteri del vigente Prg, che è come dire che il Comune di Lecce
preferisca volgere la testa all’indietro invece di guardare avanti, così come
lo stesso Ente Comunale sta già predisponendosi a fare dando vita al nuovo P.
U. G.
E’ scritto ancora nel testo della Bozza del P. U. G.:
“Le aree di maggiore interesse culturale, sia interne che esterne al sistema
urbano (aree archeologiche ed insediamento storico intramurale) vanno
assoggettate a regimi di particolare tutela; vanno indagate, schedate,
classificate e finalmente assoggettate a politica di valorizzazione che consente
loro di classificarsi come patrimonio anche economico, capace di produrre
attrazione, attività, occupazione e reddito economico al pari di ogni altro
bene patrimoniale, anche se il ruolo primario che loro compete è quello di
concorrere all’accrescimento culturale.
Le istituzioni culturali, prime fra tutte le strutture universitarie, hanno il
compito di contribuire, attraverso ricerche, di approfondirne le conoscenze,
ricavandone un utile scientifico al quale devono corrispondere anche vantaggi in
termini di confortevolezza insediativi”.
Non si può, quindi, assolutamente sottovalutare il pericolo che azioni
edificatorie poste in essere in ottemperanza a vecchie disposizioni, vecchie
norme, vecchi strumenti e vecchie ed obsolete concezioni dell’Urbanistica,
rendano ammissibile realizzare manomissioni, cancellazioni e danneggiamenti nel
tessuto urbanistico cittadino ai quali non si potrebbe più porre rimedio in
futuro con inutili ed impossibili azioni di risanamento attraverso le quali si
volesse tentare di riparare all’eventuale danno causato pur da regolari
concessioni edilizie in aree delicate e nevralgiche del tessuto urbano ed
extraurbano.
Inutilmente e vanamente quell’Amministratore Comunale, un domani non troppo
lontano, potendo finalmente disporre del definitivo nuovo strumento del Piano
Urbanistico Generale – che è ora in via di creazione – cercherebbe invano
di ripristinare i luoghi e le antichità cancellate per sempre, né potrebbe più
prevedere la trasformazione, ad esempio, di una vasta ed incontaminata area
archeologica in una straordinaria potenzialità non solo culturale ma anche
socio-economica e produttiva.
A partire da tutte le considerazioni finora svolte, l’associazione
Osservatorio intende dare vita e costituire un’azione di forte
sensibilizzazione sui pericoli rappresentati da una serie di scelte ingiuste ed
assurde, contraddittorie rispetto a quanto pur affermato dagli stessi documenti
ufficiali prodotti per la redazione e l’approvazione del nuovo strumento
urbanistico comunale, e si pone l’unico e fondamentale obiettivo – in
maniera apartitica – della difesa, della tutela e della valorizzazione
dell’intero sito dell’area archeologica dell’antica città messapica di
Rudiae, promuovendo e facendo nascere l’apposito
COMITATO
“SALVIAMO IL PARCO ARCHEOLOGICO
DELL’ANTICA CITTA’ MESSAPICA DI RUDIAE!”
a cui possono e sono chiamati ad aderire tutti i cittadini di Lecce, del
“Grande Salento”, della Puglia, le associazioni, i movimenti culturali, gli
Enti e le Istituzioni esistenti ed operanti nel territorio – ed anche a
livello nazionale ed internazionale – che si battano con finalità culturali,
civili e democratiche in difesa ed a tutela dei Beni Culturali.
Beniamino Piemontese, promotore del Comitato Pro Rudiae
Coordinatore dell’associazione OSSERVATORIO
www.torredibelloluogo.com
Lecce, febbraio 2006
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