http://xoomer.alice.it/messapi/
Bibliografia
A cura di Beniamino Piemontese - imessapi@libero.it
1) Testi essenziali
I MESSAPI - Atti del Trentesimo Convegno di Studi sulla Magra Grecia - Taranto 1990
Su Rudiae e sull’antico popolo dei Messapi è fondamentale il volume "I MESSAPI", che raccoglie gli atti del XXX Consiglio degli studi sulla Magna Grecia, svoltosi a Taranto e a Lecce dal 4 al 9 ottobre 1990.
Il libro è stato pubblicato nel settembre 1993 dall’Istituto per la Storia e l’Archeologia della Magna Grecia, con contributi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali e dell’Ente Provinciale del Turismo di Taranto.
La presentazione al volume è del famoso studioso Giovanni Pugliese Carratelli che tra l’altro scrive “I Messapi, la loro storia, la loro lingua, sono da tempo oggetto di intenso studio; e le epigrafi, il cui numero si accresce di continuo, sono particolarmente stimolanti per i linguisti come per gli studiosi dei culti di quel popolo che ha avuto prolungati contatti con gli Italioti delle poleis prossime alle sedi japigie, e ancor prima con Cretesi e loro sudditi egei episodicamente approdati sulle coste ioniche dell’estrema Italia.”
Il libro riporta oltre alle relazioni dei partecipanti al convegno anche la Prolusione intitolata “La tradizione Messapica nella moderna letteratura del Salento” del Prof. Donato Valli, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Lecce.
Il libro, di 721 pagine, reca anche un ricco corredo di illustrazioni.
ARCHEOLOGIA DEI MESSAPI - A cura di Francesco D'Andria
Questo volume, pubblicato da Edipuglia, Bari 1990, è il Catalogo della interessantissima Mostra di reperti archeologici che si è svolta a lecce presso il Museo Provinciale "Sigismondo Castromediano" dal 7 ottobre 1990 al 7 gennaio 1991.
Presentazioni al volume, tra gli altri, del Prof. Donato Valli, Rettore Magnifico dell'Università di Lecce, del Dott. Giuseppe Andreassi, Soprintendente ai beni archeologici della Puglia, e dell'archeologo Prof. Francesco D'Andria dell'Università di Lecce.
Proprio il Prof. D'Andria scrive:
"Da qualche anno si avvertiva, sempre più pressante, l'esigenza di poter esaminare insieme e confrontare la vasta documentazione archeologica rinvenuta in Messapia negli scavi più recenti, depositata nei laboratori di Archeologia e nei magazzini di Museo, e di fatto difficilmente accessibile non solo ad un vasto pubblico ma anche agli studiosi.
La Mostra "Archeologia dei Messapi" viene ora incontro a questa esigenza grazie all'intesa ed alla stretta collaborazione tra Soprintendenza Archeologica della Puglia, Università salentina ed Amministrazione Provinciale di Lecce. Si tratta di un'iniziativa importante nell'ambito delle manifestazioni culturali del 30° Congresso di Studi sulla Magna grecia, dedicato quest'anno ai Messapi, gli antichi abitanti della Puglia Meridionale che svilupparono, prima della conquista romana, avvenuta intorno alla metà del III sec. a.C., una civiltà caratterizzata da originali manifestazioni artistiche e culturali."
Il volume contiene, oltre ad una vastissima mole di schede sui ritrovamenti archeologici da tutti i siti messapici, anche una ricchissima documentazione fotografica dei reperti ed una completa Bibliografia.
I MESSAPI - IL SALENTO PRIMA DI ROMA di Cesare Daquino (foto di Claudio Longo)
Il libro è scritto dal Prof. Cesare Daquino, Laureato in Filosofia a Lecce e Preside incaricato nella Scuola Media, ed è stato pubblicato nel 1999 da Capone Editore di Lecce.
Il volume è impreziosito da un ricco apparato fotografico curato da Claudio Longo.
Ne scorriamo velocemente l'Indice:
Capitolo Primo: "Tra mito e storia - Il Salento dai Messapi alla conquista romana"
Capitolo Secondo "Messapi e Iapigi - Un dibattito sempre aperto"
Capitolo Terzo: "Alcune questioni etimologiche - L'origine onomastica del Salento"
Capitolo Quarto: "I siti messapici - Ceglie Messapica, Manduria, Mesagne, Valesio, Lecce, Cavallino, Roca Vecchia, Soleto, Muro Leccese, Vaste, Alezio, Ugento, Vereto"
Scrive il Prof. Cesare Daquino all'inizio del Capitolo Primo:
"Il discorso sui Messapi in questi ultimi anni ha assunto una grande importanza a tutti i livelli: convegni, mostre, iniziative portate aventi da Enti locali e associazioni varie, campagne sistematiche di scavi archeologici, offrono un panorama complesso e articolato che spinge oramai verso un tentativo di dare un minimo di ordine a tanta ricchezza di dati e risultanze. Certo, alcuni fatti si impongono per la loro portata davvero eccezionale:
- in primo luogo la mostra "Archeologia dei Messapi", organizzata nel 1990 dal museo provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce, ha segnato una tappa fondamentale nel lungo cammino della ricostruzione storica della civiltà messapica.
- In secondo luogo la mostra archeologica "Dalle terre di Vaste. Storie di messapi, Romani e Bizantini" ha offerto proprio a cavallo tra il 1997 e il 1998 (Vaste - Palazzo Baronale, Aprile 1997 - Marzo 1998), tutto il materiale rinvenuto in quindici anni di ricerche condotte dall'Università di Lecce (Prof. Francesco D'andria) in collaborazione con la Scuola Normale di Pisa, con l'Ecole Francaise di Roma e con la Soprintendenza archeologica della Puglia.
- Un grandissimo contributo è stato dato dall'èquipe dell'Università di Sidney guidata dal Prof. Jean-Paul Descoeudres nel corso di cinque anni di scavi sistematici (1987-1991), portati a termine sul terreno denominato "Chiusa" presso la masseria del Fano in territorio di Salve: è venuto alla luce un sito messapico arcaico che nel corso di circa un millennio ha accolto tre villaggi, il primo intorno alla metà del XVI sec. a. C., il secondo nel X sec. a. C., il terzo intorno al 550 a.C., per poi essere abbandonato definitivamente nel decennio 480-470 a.C.
- Le ricerche, tuttora in corso, condotte a roca vecchia dal Prof. Cosimo Pagliara dell'Università di lecce, riservano, accanto a vastissimo materiale di lavoro e di studio, continue sorprese destinate ad ampliare l'orizzonte delle conoscenze sui Messapi."
Com'è scritto nel rovescio della sovraccoperta del volume:
"Il lavoro si propone un duplice obiettivo: in primo luogo rappresentare il punto di arrivo di un travagliato percorso storico-archeologico che da vari anni a questa parte ha condotto gradualmente studiosi e ricercatori verso risultati sorprendenti; in secondo luogo testimoniare l'attualità di un discorso che raccoglie ovunque consensi sempre più avvincenti perché scopre il legame intimo e profondo tra l'uomo di oggi e le sue radici più remote.
E' la storia dei Messapi, cioè del primo popolo, della prima civiltà del salento ancora oggi avvolta per certi aspetti nel mistero; l'avventura di alcune genti che provenivano dalla sponda opposta dell'adriatico e che lungo l'arco di un millennio hanno sperimentato la possibilità di una convivenza pacifica, civile, dignitosa, nel cuore del Mediterraneo.
tutto questo, prima che le legioni romane spazzassero via storia, arte tradizioni secondo la logica che mai cambia dei conquistatori di tutti i tempi."
PUGLIA di Francesco D'Andria
E' stato pubblicato la prima volta per i tipi della Newton Compton editori nel 1980 il libro del noto archeologo Francesco D'Andria.
Com'è riportato sul frontespizio del libro, esso costituisce una utilissima guida
"per decifrare una regione antica: i villaggi neolitici del Foggiano, le stele della Daunia, la colonia greca di Taranto, le opere della conquista romana".
In particolare, insieme a tutti i centri antichi della Puglia, l'Autore parla diffusamente di Rudiae, e si avvale anche dell'ausilio per il lettore - come per ogni insediamento di cui il libro si occupa - di una pianta dell'antico abitato messapico.
Egli scrive:
"Per visitare gli scavi di Rudiae, si segue da Porta Rudiae, a sinistra, il viale Taranto e si prosegue nella stessa direzione nella via Diaz; attraversata la ferrovia si lascia la statale per Gallipoli e si piega a destra nella via per S. pietro in Lama. A 2 km., in corrispondenza di un traliccio dell'elettricità, inizia la zona delle fortificazioni a grossi blocchi che circondano una vasta area con un circuito di più di 4 km, si possono distinguere due circuiti, il più recente del IV secolo a.C., che si seguono facilmente nei campi per la presenza di blocchi e di mucchi di pietre accumulati dai contadini.
All'interno di questo vasto recinto sono riconoscibili aree intensamente occupate da abitazioni, altre del tutto vuote, adibite a funzioni agricole e a recinti per il bestiame di allevamento. L'abitato di Rudiae, in cui sono documentate fasi arcaiche certamente in connessione con il vicino insediamento messapico di Cavallino, si sviluppò specialmente nel V e IV secolo a.C., sostituendosi alla città arcaica sita a Cavallino, quando questa sembra spegnersi." (op. cit. p. 106-107)
Il volume è arricchito da un prezioso corredo di tavole ed illustrazioni e da una essenziale nota bibliografica.
I MESSAPI E LA MESSAPIA NELLE FONTI LETTERARIE GRECHE E LATINE - A cura di Mario Lombardo
Il volume, pubblicato dall'editore Congedo di Galatina nel 1992, è una vastissima silloge delle fonti letterarie greche e latine sui Messapi e la Messapia, curata dal Prof. Mario Lombardo, docente dell'Università di Lecce e studioso tra i più noti e apprezzati dei rapporti tra Greci e non Greci in Italia Meridionale e in Sicilia.
La lettura e la conoscenza di quest'opera è fondamentale per i ricercatori e gli appassionati della storia e della civiltà dei Messapi.
GUIDA LETTERARIA DELL'ITALIA di Doris Maurer e Arnold E. Maurer
L'Editore Antonio Vallardi, Milano, ha ristampato nel febbraio 2000, su licenza della Ugo Guanda Editore, Parma, l'opera di D. Maurer e A. E. Maurer, uscita nel 1988 col titolo originale "Literarischer Fuhrer durch Italien".
Com'è riportato nell'ultima di copertina:
"Questa guida offre un percorso nella letteratura italiana che non è né storico né critico, ma geografico e cronologico: di ogni città e paese si traccia un profilo attraverso le descrizioni nei romanzi; le vite degli scrittori che vi sono nati, morti, o che vi hanno soggiornato; i teatri, le accademie, le biblioteche, i caffè letterari; i movimenti, i circoli e le riviste. Ne esce un quadro straordinario di intrecci, di atmosfere, di incontri imprevisti, che fa emergere la trama antica e compatta del tessuto umanistico costituito dai cento campanili della penisola italiana."
Di Rudiae gli autori scrivono a pagina 500 del suo legame nativo con il grande poeta Quinto Ennio, che vi ebbe i natali nel 239 a. C. e che divenne "il più grande poeta latino dell'era arcaica".
Altre interessanti notizie fornite nella scheda compilata con bravura dai due studiosi germanici.
GALLIPOLI AVANTI CRISTO di Gino Schirosi
Il Prof. Gino Schirosi, docente di materie letterarie nei licei e studioso di Storia Patria del Salento, ha pubblicato nel 2000, presso la Tipografia Corsano di Alezio (Le) questo volume le ripercorre non soilo la storia delle origini della città messapica di Anxa-Callipolis (l'odierna Gallipoli, la "Città Bella" sullo Jonio, a circa 40 chilometri da Lecce), ma nel suo studio mette in luce tutta l'origine della popolazione e degli insediamenti messapici nella Penisola salentina.
Come scrive l'Autore nella Prefazione :
"La ricerca ha dovuto fare i conti con altre realtà collaterali e coinvolgenti il territorio, in quanto la città insiste in una regione che era Messapia prima che Magna Grecia, il risultato cioè di una serie infinita di interconnessioni, in uno scenario mutevole di frequenti migrazioni di popoli.
Sono pertanto le relazioni con e tra le varie popolazioni salentine a costituire, indirettamente, il tema fondamentale del presente studio: i rapporti con Taranto e Alezio anzitutto, ma pure con la costa jonica e il Salento antico e interno, infine con gli Achei e Dori, i sicelioti e via via sino ai Romani, ultimi arrivati. Ma neppure sono estranei i giochi di potere e di alleanze, fortune e crisi economiche, non esclusi molti misteri ancora insoluti per difetto di valide testimonianze, impossibile essendo stata, a tutt'oggi, un'adeguata ricostruzione storica, specialmente archeologica, su vasta scala, in agro gallipolino."
Nel Capitolo II - I Messapi, l'Autore scrive:
"La distinzione tra salentini nell'entroterra, specie nell'estremo sud e ovest della primitica Calabria (l'attuale Salento), e Calabri e Messapi nella parte rimanente (Strabone VI 3, 1-3, 277) non era osservata rigorosamente dai Romani che indicavano, in modo generico, col medesimo nome le varie popolazioni che pure i Greci appellavano Messapi." (op. cit. p. 15)
Sul re Messapo e sulla città di Rudiae, l'Autore ci riferisce a pagina 16 che:
"Ancora di Messapo, eponimo della Messapia nell'Italia meridionale, si narra pure in Strabone (IX 2, 13) e della Messapia-Japigia (o Calabria Salentina) dallo stesso storico greco diffusamente in diversi passi.
Strabone lo registra come Mésapos o Méssapos, re o condottiero ellenico venuto in Italia a dare il nome alla regione Messapia (come detto pure da Plinio e da Solino).
Silio Italico (12, 393) tramanda inoltre che Ennio, nato nell'antica Rudiae, trasse origine proprio da lui: 'Ennius, antiqua Messapi ab origine regis / hispida tellus (eum) miserunt Calabri, Rudiae genuere vetustae' ."
Si rimanda necessariamente alla lettura del testo del Prof. Gino Schirosi per seguire l'interessante ricostruzione storica e letteraria effettuata dallo studioso che è tra i più insigni soci fondatori dell'associazione culturale Anxa Onlus di Gallipoli, presieduta dal Preside Prof. Luigi Giungato, che edita la belle rivista ANXA News, diffusa anche su Internet: www.anxa.it
2) Testi antichi reperibili in biblioteca o rieditati
EPISTOLE SALENTINE (DE SITU IAPYGIAE) di Antonio De Ferrariis Galateo (1511)
Scrisse Antonio De Ferrariis Galateo nelle sue Epistole Salentine (De situ Iapygiae) del 1511, che ha avuto varie fortunate edizioni, fino ai giorni nostri (grazie all'Editore Mario Congedo di Galatina):
“La vecchiaia quasi annientò Leuca, Ugento,
Gallipoli,
Nardo',
Vaste, Galatone
donde traggo la mia origine, Soleto
che i vecchi Greci chiamano Salento, Rudiae, Manduria, Ceglie, Oria, Baleso. La
storia, la quale fa discendere l’imperatore M. Antonino per lato materno da
Malennio figlio di Dasumno re dei Salentini, rende celebre la nostra Lecce.
Altri ricordano soltanto il nome di Lecce e Rudiae. Pomponio Mela scrive che
Quinto Ennio era della nobile città di Rudiae. (…) In quanto a me posso
solamente dirti, per quanto ho potuto ritrarre dalle congetture, e dalle
iscrizioni lapidarie, che questa città era Rudiae limitrofa a Lecce, e che in
lei nato era il poeta Quinto Ennio. Le sue magnificenze furono oppresse dal
tempo, e dall’inesorabile agricoltore, che co’ colpi della marra tutt’i
preziosi avanzi di antichità distrugge ed annienta. In qualche sito delle mura
si scorgono innumerevoli tombe piene di ossa, e di vascelletti di terra. Il nome
e la fama di Rudiae cadde, come caddero le sue mura, e i suoi edifizi. Su di lei
ora vi passa l’aratro, in parte è ingombra di ulivi, e le decime delle
ricolte si pagano al genero mio in ogni anno. Solo di lei si parla perché nel
suo seno ebbe la culla il poeta Quinto Ennio, il cui nome vivrà per quanto
vivranno le lettere latine. Egli fu tanto caro agli Scipioni, che meritò esser
collocata la sua statua fra le statue di quelli nella tomba loro.”
LA PROVINCIA DI LECCE - BOZZETTI DI VIAGGIO di Cosimo De Giorgi (1882)
Scrive Cosimo De Giorgi, nel primo dei due volumi de “La Provincia di Lecce – Bozzetti di viaggio”, pubblicati la prima volta nel 1882 (ristampati anastaticamente nelle fortunate e recenti edizioni da Mario Congedo di Galatina):
“Dopo un pajo di chilometri (da
Lecce n.d.r.) rasenteremo il giardino della villa
Mellone, una
delle più belle di questi dintorni. Messa a cavaliere di un piccolo rialzo di
terra, ci presenta dall’alto dei suoi terrazzi due bei panorami, uno della
nostra città al Nord, e l’altro al Sud della Cupa. Un tempo appartenne ai PP.
Gesuiti, oggi è del convitto Palmieri. Quante care memorie delle gioje
infantili, verso la metà di questo secolo, mentre ero in gabbia presso quelle
buone lane, e quanti castelli in aria per l’avvenire! L’amico Pietrino
potrebbe soltanto riprodurli nei suoi splendidi bozzetti.
Da questa villa comincia la necropoli sotterranea dell’antica Rusce (Rudiae
n.d.r.), e dopo un
300 metri vedremo sulla nostra dritta un frammento delle mura di quell’antica
città messapica, sì fiorente all’epoca greca e romana, ed oggi adeguata al
suolo. Marzo MDCCCLXXIX”.
STUDI STORICI IN TERRA D'OTRANTO di Luigi De Simone (1888)
NOTE JAPYGO-MESSAPICHE di Luigi De Simone (1877)
Nel 1995, il "Quotidiano" di Lecce (ora divenuto "Nuovo Quotidiano di Puglia"), allora diretto da Vittorio Bruno Stamerra, compie un'iniziativa editoriale molto lodevole, ripubblicando tra l'altro, in copia anastatica, il volume degli "Studi Storici in Terra d'Otranto" di Luigi Giuseppe De Simone, pubblicato nel lontano 1888 in Firenze presso la Tipografia Galileiana di M. Cellini e C.
Del volume esistevano ormai in circolazione pochissimi esemplari, consultabili con grande difficoltà.
Una delle poche copie disponibili era ed è conservata presso la Biblioteca Provinciale "Nicola Bernardini" di Lecce, e proprio da questo originale è stata tratta la suddetta ristampa anastatica grazie alla gentile disponibilità della stessa Biblioteca e dell'Amministrazione Provinciale di Lecce, arricchendola di una dotta introduzione del Prof. Alessandro Laporta, direttore della Biblioteca Provinciale di Lecce.
In realtà, quando fu pubblicata nel lontano 1888, l'opera uscì, per volere dello stesso giudice e studioso Luigi De Simone, come se fosse stata scritta da un tale Sig. Ermanno Aar, pseudonimo sotto cui in realtà si celava lo stesso De Simone, e nel frontespizio, a caratteri più piccoli, vi era l'aggiunta: "a cura e spese di L. G. D. S.", ovvero le iniziale del De Simone.
In particolare, si deve segnalare che nel detto volume, nella Parte II, capitolo 2 (Descrizioni parziali - Monografie. A) archeologiche, B) storiche, C) artistiche, D) pubblicazioni diplomatiche), da pagina 27 in poi, si tratta diffusamente delle "Origini dei Popoli della T. d'O." (ovvero della Terra d'Otranto).
Della "voce" Messapia, l'Autore si interessa da pagina 34 in poi.
Il De Simone, dà conto delle tante pubblicazioni edite ai suoi tempi, e fa continuamente riferimento al suo scritto intitolato "Note Japygo-Messapiche", uscito presso la "Gazzetta Piemontese" del 27 gennaio 1877, di cui nello stesso anno - come ne riferisce lo stesso De Simone - "ne è stato procurato un 'estratto' di pag. 61 con 2 Tav. litografate. Torino Stamperia Reale" (op. cit. pag. 42).
Negli "Studi storici in Terra d'Otranto", l'Autore riporta un brano uscito sulla rivista del "Propugnatore" di Lecce, in cui vengono recensite le succitate "Note" dello stesso De Simone.
A pagina 44 del volume viene così riportato:
"Servono di confronto al libro, cui sono alligate due tavole con molte iscrizioni e disegni, ed un volumetto contenente 10 tipi geometrici dei luoghi ricercati dallo scrittore (DE SIMONE n. d. r.), fra' quali sono le cinte murali di Vaste e Valesio e quelle di Rusce delineate quasi a metà, quantunque lo scrittore dica averne rilevato intero il tipo fin dall'anno 1861. D'altronde egli ci fa conoscere che la intera città di Rusce (RUDIAE n. d. r.) misurava m. 4523,85 al tempo dell'ultima sua distruzione, ma che prima si estendeva in maggior cerchia. Egli, da buon Leccese, ha negli scavi prediletto la città consorella alla nostra e nel suo libro ne ha parlato più diffusamente che delle altre. Quanto di considerevole si è mai rinvenuto nel sito ov'essa era, quanto intorno a lei si conosce, tutto, tutto egli, col solito suo laconismo, narra e moltissime altre cose inferisce dalle fatte scoperta. Egli tutto intento agli scavi, nessuna cura della sua persona ebbe mai, esponendosi e all'urente sole dell'està ed all'assiderante gelo del verno, onde potè trovarsi presente al discoprimento di molte tombe e potè osservare la disposizione degli scheletri, che vi erano sepolti, e la situazione dei vasi ed idoli, e la integrità delle iscrizioni, nè la più minuta particolarità fu inosservata. sicchè per lui conosciamo qualche cosa intorno ai costumi degli antichi Messapi specialmente per ciò che si attiene a riti funebri." (pag. 44-45)
Vale certamente la pena di cercare e consultare presso la Biblioteca Provinciale di Lecce l'opera del De Simone, o di acquistarla presso una libreria antiquaria in cui sia addirittura ancora disponibile l'edizione del lontano 1888, oppure la ristampa molto più recente del 1995.
3) Pubblicazioni sulle antiche civiltà italiche e sui popoli della Puglia
A) Guide Pratiche
IL MUSEO CIVICO DI FOGGIA - A cura di Gloria Fazia - Direttore del Museo Civico, Federico Garolla Editore, Milano 1987
E' scritto nella nota di copertina:
"Il volume fa parte di una collana sui musei italiani, concepita per mettere in grado lo studente, il turista, l'addetto ai lavori di trovarsi immediatamente a proprio agio in ogni museo, e per rendere lo studio, la ricerca, il ricordo e la consultazione eccezionalmente facili.
Tutto questo si ottiene attraverso l'impatto visivo di numerose illustrazioni tutte a colori, piante del museo e della città e un testo scientifico e didattico insieme, sempre firmato dai responsabili dei musei stessi.
L'intera collana offre un ampio panorama del patrimonio storico-artistico italiano, dalla preistoria ai nostri giorni".
Il Museo Civivo di Foggia, attualmente in fase di grande ampliamento e valorizzazione espositiva del patrimonio in esso custodito, grazie agli sforzi della valentissima curatrice, il Direttore Dott.ssa Gloria Fazia, è suddiviso in varie sezioni.
Innanzitutto quella archeologica, intitolata alla memoria dell'archeologa Marina Mazzei, prematuramente scomparsa, è ricchissima di reperti provenienti per la maggior parte dagli scavi della cittadina daunia di Arpi.
Il Museo Civico comprende inoltre una sezione etnografica, una sezione scientifica, il lapidario, ed è arricchito da una consistente esposizioni di pregevolissimi dipinti nella sezione della Pinacoteca.
B) Opere letterarie e romanzi storici sui Messapi e sui popoli italici e magno-greci della Puglia
I LEONI DI MESSAPIA di Fernando Sammarco, "L'Araba fenice" - Edizioni Magna Grecia, Manduria 1999
I LEONI DI MESSAPIA II - IL CERCHIO DI FUOCO - Epopea eroica del Salento e della Magna Grecia del IV Sec. a.C. di Fernando Sammarco, L'araba fenice - edizioni Magna Grecia - Manduria 2004
L'autore dei due importanti volumi, Fernando Sammarco, è studioso del mondo messapico ed appassionato ricercatore delle origini storiche del Salento.
Nel gennaio del 1999, vede la luce a Manduria il primo romanzo storico "I Leoni di Messapia".
Com'é riportato, tra l'altro, nelle note di copertina:
"Il successo è immediato; ben presto l'opera letteraria, pregevole per l'impianto scenografico, per l'architettura narrativa e per il suo accurato profilo storico, attrae l'attenzione di molti e si fa conoscere in altri paesi della penisola salentina.
Ad un anno esatto dalla prima pubblicazione esce la seconda edizione, curata ed introdotta, oltre che dallo stesso autore, dal Prof. Cesare Marangio, docente di Epigrafia Romana presso l'Università di Lecce. L'epopea, scritta da Fernando Sammarco, è divulgata in tutto il Salento ed è distribuito presso le più accreditate librerie pugliesi".
Dopo numerose e fortunatissime edizioni, nel 2004 esce il secondo volume dell'epopea.
E' scritto nelle note a questo secondo volume:
"Dopo diversi premi regionali e nazionali, l'autore ha il piacere di presentare "I Leoni di Messapia II", epopea eroica del IV° sec. a.C.. E' il suo secondo lavoro letterario del genere epico recante un sottotitolo di effetto 'Il cerchio di Fuoco', emblematico della coesione politico-culturale e spirituale che si istaurò fra le varie fratrie della Sallentina.
Introducono quest'opera, oltre allo stesso autore, il Prof. Mario Lombardo, docente di Epigrafia Greca presso l'Università di Lecce.
Il romanzo storico 'Il Cerchio di Fuoco' è corredato da diverse schede storiche esplicative, un'accurata leggenda, una toponomastica, un'abbondante bibliografia e da scene pittoriche illustrate dal Prof. Salvatore Sciurti".